Sabato 25 luglio 2026 alle ore 20 torna STACCHIODDI SUMMER! L’associazione Proloco Latiano, con il patrocinio della Città di Latiano, presenta la quarta edizione di Stacchioddi Summer! La manifestazione è ispirata alla sagra di ottobre, essa offre l’opportunità di immergersi nella tradizione locale e godere del sapore unico delle orecchiette.
La Pro Loco di Latiano ha partecipato con entusiasmo alla Notte Bianca delle Degustazioni 2026, svoltasi sabato 4 luglio 2026 a Valmontone (Roma), uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate.
Giovedì 25 giugno abbiamo ripercorso insieme le origini, le usanze e i riti legati ad un aspetto popolare ancora sentito e amato: l’incontro culturale “Le tradizioni legate alla Notte di San Giovanni”, svoltosi presso il Centro Polivalente Graziano Zizzi di Latiano, è stato un viaggio tra storia, cultura e antiche civiltà fino ad arrivare alla preparazione del celebre liquore Nocino, simbolo di un sapere tramandato di generazione in generazione dai nostri nonni.
Martedì 23 giugno abbiamo voltato insieme una nuova, emozionante pagina della nostra storia locale: la presentazione del nuovo numero di “Altri Tempi” non è stata solo un evento, ma un vero e proprio viaggio nella memoria e nella cultura del nostro territorio.
Un appuntamento dedicato alla scoperta di una delle ricorrenze più suggestive della tradizione popolare: attraverso i racconti, le usanze e gli antichi rituali, ripercorreremo il significato della 𝑵𝒐𝒕𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝑺𝒂𝒏 𝑮𝒊𝒐𝒗𝒂𝒏𝒏𝒊, tra credenze, simboli e pratiche tramandate di generazione in generazione.
Venerdì 19 giugno alle ore 21:00, nella bellissima cornice del Santuario Maria Santissima di Cotrino a Latiano, l’Orchestra Scolastica e il Coro “Arcobaleno delle Note” dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano vi accompagneranno in una serata speciale dedicata alla musica, alla condivisione e al talento dei nostri ragazzi.
L’opera venne eretta sotto la direzione del Cav. Ercole D’ Ippolito, podestà e sindaco della città di Latiano nel 1925. Nel febbraio dello stesso anno il Consiglio Comunale si riunì per stabilire le spese relative al Monumento. Dopo una serie di modifiche si decise che il pagamento totale dell’opera sarebbe ammontato a 30.000 £, suddiviso in rate; il 13 luglio 1926 è il giorno in cui l’autore Luigi Guacci ricevette il pagamento dell’ ultima rata. A questa data viene infatti coincidere la nascita della statua.
L’eventuale contratto è assente così come il bozzetto o il progetto del monumento ed anche la “fotografia del gesso del fante” che lo scultore inviò al sindaco, purtroppo andata perduta. La statua fu inaugurata l’11 novembre 1928. La statua, in bronzo, fu fusa alla fonderia Laganà di Napoli e le sue dimensioni sono di mt 5×2, 19×2,19 ca.
Al di sopra del supporto marmoreo, seguito dal basamento bronzeo, si erige la statua del fante. Quest’ultimo porta il moschetto all’altezza della testa, col calcio della stessa arma rivolto alle proprie spalle. Ha la gamba sinistra piegata e il capo rivolto verso il medesimo lato ed è sporto in avanti come se stesse per scagliare la baionetta, la quale a sua volta si presenta spezzata sulle canne del moschetto del fante. Al soldato segue la stella marmorea e nella parte bassa del monumento è fisso lo stemma in bronzo della città di Latiano: uno scudo coronato con all’interno una testa di toro, tre stelle e fiancheggiato da drappi e da foglie e ghiande di quercia, che stanno ad augurare alla città di Latiano forza, resistenza, perseveranza, lealtà, e virtù eroica di cui la stessa quercia è simbolo. Sul retro del monumento è scolpita nel marmo la forma della lama di una scure.
Ai lati del basamento marmoreo ci sono due iscrizioni con cui si celebrano i caduti in guerra. Lo stemma, la stella, le iscrizioni e il Fascio Littorio, originariamente, furono realizzati con dorature d’oro zecchino dallo stesso autore nel 1926 ma in seguito allo smembramento dei metalli delle opere pubbliche per scopi bellici, voluto dal Governo, oggi rimangono rispettivamente una semplice stella marmorea, le sole incisioni delle iscrizioni e l’ incavatura della sola scure senza le venghe anch’esse facenti parte del vero e proprio Fascio Littorio.
Successivamente furono aggiunti tutti i caduti latianesi della II guerra mondiale.