Chiesa extraurbana – San Donato
Questa chiesa rurale, che appartiene alla parrocchia di Santa Maria della Neve, si trova in Contrada Coltura di Latiano (strada comunale Ceglie-Mesagne) e viene storicamente collocata al XII-XIII secolo.
Data:
10 Novembre 2019
Questa chiesa rurale, che appartiene alla parrocchia di Santa Maria della Neve, si trova in Contrada Coltura di Latiano (strada comunale Ceglie-Mesagne) e viene storicamente collocata al XII-XIII secolo.
In origine attorno alla chiesa era anche presente un casale, poi andato in rovina e ormai perduto, risalente al XIV secolo. La struttura portante dell’edificio è realizzata con conci di tufo e possiamo notare, sotto alcuni strati d’intonaco danneggiati dal tempo, il sistema costruttivo dell’Opus Incertum. E’ presente una sagrestia e un piccolo campanile.
Gli interni presentano affreschi riguardanti la vita del santo, realizzati probabilmente intorno al 1785, ma che potrebbero risalire ad ancor prima di questa data. Difatti il ciclo che decora l’abside veniva citato da Monsignor Calefati (1726-1793), in una visita pastorale. Oggi sono danneggiati dalle intemperie ma possiamo ancora ammirare alcuni dettagli, come San Donato inginocchiato in preghiera mentre una figura brandisce la spada che lo porterà al martirio per decapitazione. Sull’altare, molto danneggiato, abbiamo San Donato in abiti vescovili affiancato da due donne intente a chiedere la grazia, di cui una regge un bambino in braccio. Un tempo era anche presente un acquasantiera ricavata da una colonna romana, di cui oggi rimane solo il foro di inserimento nel pavimento.
San Donato era protettore degli epilettici (in particolare dei bambini), poiché in vita era stato taumaturgo ed esorcista. Nella chiesa vi era anticamente una fune con la quale fanciulli e persone affette dalla malattia venivano pesate; in base al peso corrispondeva un offerta devozionale per chiedere aiuto al santo. Fu Monsignor Kalefati a vietare successivamente questa antica pratica, in modo da dare l’opportunità a tutti di fare offerte libere. L’epilessia era persino chiamata “male di San Donato” e, allo stesso modo di come il tarantismo veniva inviato e “guarito” da San Paolo, questo male era associato al Santo e curato solo da esso. Magie e credenze popolari si erano fatte strada nella tradizione contadina, in un’epoca dove la medicina moderna era ancora poco informata su queste patologie e dove solo il mistero, il divino, poteva intervenire ad alleviare gli animi.
L’edificio ebbe un restauro parziale nel 1823 dove Giuseppe Antonucci, mastro di Latiano, riparò il tetto a canne pericolante sostituendolo con lamia a botte. Atti di vandalismo hanno deturpato alcuni aspetti interni della chiesa, assieme al crollo del tetto della sagrestia e alloggio del custode, ma ciò non ha cancellato il fascino e la sacralità di questo luogo.
La chiesa di San Donato negli anni 80. Notare come all'epoca vi erano ancora la campana, la croce posta sulla sommità della facciata e gran parte dell'intonaco.
Il campanile della chiesa, attualmente senza la campana
Altare e interni
Particolare dell'affresco frontale
(A sinistra) Epigrafe di consacrazione della Chiesa, oggi conservata presso la Parrocchia di S. Giuseppe. (A destra) Colonna acquasantiera, oggi perduta
Rilievo della chiesa dall'archivio della parrocchia S.Maria della Neve
Bibliografia: Scheda catalografica della Chiesetta di San Donato, tratta dai Beni Culturali di Latiano, Biblioteca Civica. David Gentilcore, Il vescovo e la strega: il sistema del sacro in Terra D’Otranto all’alba dell’età moderna, Salento books, 2002.
Fotografia di copertina: Francesca Carella.
Foto d’archivio: Antonio Nacci.
Ultimo aggiornamento
10 Settembre 2024, 08:08